Ricetta #001: Felicità da asporto
- selenericcio

- 25 gen 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 mag 2022

Avete mai pensato di recarvi in uno qualsiasi dei vostri locali di cibo da asporto preferiti e di ordinare una porzione di Felicità?
"Un Menù Felicità, per favore. E che sia completo: panino maxi alla soddisfazione personale, patatine euforiche, bibita alla gioia. E mentre ci siamo, anche due crocchetta di risata. Grazie.”
Sarebbe buffo e assai divertente osservare il commesso preparare la vostra ordinazione come se fosse la cosa più naturale e ovvia del mondo. Paghereste il conto e andreste a gustare il vostro felice menù sul divano di casa vostra, in compagnia della vostra serie TV preferita e della boccia del vostro pesce rosso (il pesce rosso sarebbe morto da tempo, ma non avreste ancora avuto tempo e voglia di spostare la sua boccia. A chi importa, dopotutto?)
Sareste lieti delle felici risate che fareste, crocchetta dopo crocchetta. Vi gustereste l'euforia che salirebbe, patatina dopo patatina, e la soddisfazione personale vi farebbe sentire veramente appagati. E, infine, giù un sorso di vera gioia. Ah, quanto sarebbe bello. Quanto sarebbe meraviglioso. Quanto sareste felici. Vivreste il momento, il vostro momento, e nulla potrebbe mai rovinarlo. Se non quel piccolo pensiero, minuscolo in realtà. Irrilevante, a ben pensarci. Eppure, non riuscireste a non dargli peso del tutto. Anche se si tratterebbe di un piccolo e insignificante pensiero, non potreste fare a meno di considerarlo. E in un attimo finireste per chiedervi cosa vorreste ordinare la volta successiva. Forse un menù più grande o doppia porzione di crocchette di risata. O quelle deliziose mozzarelline al solletico che vi piacciono tanto. Vi chiedereste perché mai non le avete prese anche questa volta? Ve ne siete forse dimenticati? La soddisfazione inizierebbe ad affievolirsi (probabilmente per colpa della digestione), la bibita alla gioia sarebbe terminata, come le patatine. Non parliamo poi delle crocchette, divorate in pochi minuti. Ma sareste ancora felici, dopotutto.
D'altronde, avreste sempre la vostra bella casa, la vostra serie TV preferita sul quel grande televisore che vi siete comprati da poco, e tutto il resto. Non ci sarebbe alcun motivo per non essere felici. Prendereste il telecomando e iniziereste a fare zapping. Vi costringereste a fare un sorriso, vi costringereste a sentirvi soddisfatti, ricordando quello che avete provato durante il vostro gioioso pasto. Sembrerà funzionare, anzi funzionerebbe di sicuro. Funzionerebbe davvero. Sareste felici di nuovo, lo sareste veramente. Lo siete.
STOP. Tutti fermi, pensieri compresi. Eccovi, seduti sul divano, davanti al vostro televisore, nella vostra bella casa. Dopo aver gustato un Menù Felicità, di cui sentireste già nostalgia. Prendereste il telecomando per mettere la serie TV (che in realtà non stareste seguendo per niente) in pausa. Avreste bisogno di silenzio per pensare un attimo. Essendo sempre state persone razionali, fareste un ragionamento serio e ponderato. Arrivereste alla conclusione che non avrebbe alcun senso farsi influenzare da pensieri insensati e demotivanti. Anche se non sareste riusciti del tutto ad auto-convincervi della vostra felicità, valutereste che non è così importante. Perché esisterebbe una soluzione molto più semplice e facile da attuare che vi fornirebbe gli stessi risultati con minore fatica. Basterebbe uscire nuovamente di casa e tornare al ristorante d'asporto per ordinare un'altra porzione di tutto ciò che desiderate. In fondo, chi l'ha detto che non si può prendere più di un'ordinazione al giorno? E poi, la felicità non farebbe ingrassare!
Assolutamente soddisfatti della vostra geniale soluzione, abbozzereste un sorriso e iniziereste già a pregustare il secondo pasto che a breve allieterebbe la vostra mente. Senza nemmeno spegnere la TV, vi alzereste e andreste velocemente verso la porta. Prendereste la giacca e vi fiondereste fuori. Salireste in auto, girereste la chiave e poi... poi ve lo ricordereste. La felicità non è in vendita.
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