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Ricetta #003: Fotografie

  • Immagine del redattore: selenericcio
    selenericcio
  • 11 feb 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 20 mag 2022


Free License by Pixabay

Immaginate di essere morti (si, lo so, si tratta di un argomento un po’ ostico, non accettato o gradito da molti, e causa di "attacchi di segni scaramantici" per altri...

ma fatevene una ragione: prima o poi succederà a tutti! Quindi meno storie e, se vi va, seguite il mio ragionamento. Se poi proprio l’argomento non vi garba, siete liberissimi di interrompere qui la lettura e di tornare alle vostre vite felici libere dall’ombra dell'Oscura Signora).


Dunque, dicevamo: immaginate di essere morti. Cosa vedete? State già vagando con la fantasia in luoghi popolati da Santi e spumose nuvole bianche, come in certe note pubblicità del caffè? O magari in luoghi immaginari che esistono solo nella vostra mente? O non vedete null’altro se non il freddo oblio e l’eterna oscurità?

Qualunque sia la vostra visione, tenetela lì, da parte. E poi, fate un passo indietro.

Spostatevi al momento che si trova esattamente “tra la vostra vita e il nefasto avvenimento”. Quella “zona grigia” in cui molti dicono che “tutta la vita ripassi davanti ai nostri occhi”.

Bene, immaginiamo che prima di morire, in un lasso di tempo indefinito (in una sorta di “time freezing”) e in un luogo indefinito, voi abbiate la possibilità di scorrere tutta la vostra vita e tutti gli avvenimenti importanti in essa contenuti. Un po’ come si sfoglia un album di fotografie o, se vi viene meglio da immaginare, il vostro profilo Instagram o Facebook.

Sfogliando le pagine (o il “profilo social”) della vostra intera vita, vi trovereste probabilmente a sorridere riguardando quella buffa foto scattata quella volta che, insieme a uno dei vostri più cari amici, siete finiti in quella strana situazione di cui tanto avete riso successivamente; o a sospirare riguardando la foto del vostro primo amore; o a trattenere le lacrime sfiorando quasi con timore reverenziale la foto di qualcuno dei vostri cari (già andati “su” o rimasti “giù”, già andati “aldilà” o rimasti “aldiquà”..ma, in ogni caso, “perduti”, visto che voi state per smettere di esistere tra pochi attimi).

Fin qui avete visualizzato tutto? Molto bene.

Arrivati a questo punto, immaginate che vi sia concesso di poter “portare con voi” alcune di queste fotografie. Quali scegliereste? Ovviamente non potreste sceglierne molte, ma solo quelle davvero importanti. Vi lascio un po' di tempo per pensarci...

Fatto? Probabilmente, buona parte di voi avrà immaginato la foto di almeno una “persona importante” (l’amore della vostra vita, i vostri figli se ne avete avuti, i vostri familiari, un insegnante o qualcuno a cui siete stati particolarmente legati...), per poi arrivare a quella del vostro cucciolo di quando avevate 6 anni, la vostra prima chitarra, il vostro giocattolo preferito, il vostro primo riconoscimento sportivo o lavorativo...

Dubito fortemente che qualcuno di voi salverebbe la foto di quel suo commento pieno di odio postato sui social in non so quale occasione, o la foto di un litigio feroce avvenuto con qualcuno, o la foto che vi ritrae mentre fate qualcosa di estremamente discutibile, mossi da motivazioni che, giunti a questo punto, vi sembrerebbero totalmente irrilevanti.

In punto di morte, presumo che ognuno di noi (indipendentemente da che persona sia stata in vita), sceglierebbe i ricordi legati alla propria felicità e, in qualche modo, all’amore (amore in senso ampio del termine, da quello romantico, a quello per le proprie passioni, ecc...).

Sbaglio? Spero di no. Ma non sono qui per avere ragione, anzi. Sto scrivendo queste righe con il solo intento di stimolare una riflessione, di qualsiasi tipo essa sia.

Ma continuiamo.

A questo punto, potrei ribaltare il punto di vista e chiedervi: per cosa vorreste essere ricordati una volta morti? Cosa state lasciando in eredità al mondo? Anche qui, ampio spazio alle vostre risposte e riflessioni.

E, infine, vi potrei chiedere: cosa fareste se qualcuno vi rivelasse il momento esatto della vostra morte e se voi sapeste di avere esattamente “un giorno, un mese, un anno, x tempo” prima di andarvene definitivamente? Cambierebbe il vostro modo di vivere la vita o vivreste esattamente nello stesso modo in cui state vivendo adesso? E vi comportereste nello stesso modo con il prossimo e, soprattutto, con i vostri cari?

Qualsiasi siano le vostre risposte, io posso solo ricordarvi (se non vi fosse ancora chiaro), che “tutti noi abbiamo una fottuta data di scadenza!”

Semplicemente non sappiamo con esattezza quale sia e, con questa scusa un po’ stupida, ce ne dimentichiamo e sprechiamo il nostro (sempre troppo poco) tempo in... ditemelo voi in cosa. Io non ho risposte al momento, solo (tante) domande.

L'unica cosa che mi è estremamente chiara è che il tempo scorre, inesorabile, mentre la vita scivola via velocemente, e che mi sembra davvero ridicolo aspettare di fare tutte queste riflessioni solo nel momento in cui saremo nella famosa “zona grigia” di cui sopra, nel momento in cui non avremo più possibilità di scelta. Perché la morte non lascia possibilità di scelta, a differenza della vita.

Ma anche compiere delle scelte, rimane a sua volta una scelta. Forse la più coraggiosa di tutte. Perché ci vuole coraggio a esercitare il proprio libero arbitrio (per quanto ci sia concesso utilizzarlo), ci vuole coraggio a dire ciò che si pensa, ci vuole coraggio a inseguire sempre i propri ideali e i propri sogni, ci vuole coraggio a ostinarsi ad andare avanti anche quando tutto sembra ormai perduto. Ci vuole coraggio a vivere. E ci vuole coraggio a cercare di fare della propria vita una straordinaria opera d'arte.

Anche se forse, alla fine (come insegna Blade Runner), ogni cosa andrà semplicemente perduta nel tempo. Come lacrime nella pioggia.

Leonard Woolf: Perché deve morire qualcuno? Virginia Woolf: Leonard? Leonard Woolf: Nel tuo libro, qualcuno deve morire. Virginia Woolf: Hm-hm. Leonard Woolf: Perché? È una domanda stupida? Virginia Woolf: No. Leonard Woolf: Credevo fosse una domanda stupida. Virginia Woolf: Tutt'altro. Leonard Woolf: Allora? Virginia Woolf: La morte di qualcuno dà agli altri la possibilità di apprezzare la vita. È il contrasto.


[Cit. dal film "The Hours" di Stephen Daldry]


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