Ricetta #008: In che cosa posso esserle utile?
- selenericcio

- 23 mar 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 20 mag 2022

<<Anche oggi a lavoro é andata alla grande! Ho aiutato innumerevoli persone a risolvere i loro problemi...>>
<<Ehm, io toglierei la parola PROBLEMA e consiglierei l’utilizzo del termine NECESSITA', come da Phone Skills, in modo da dare un’accezione positiva a qualcosa che di fatto non lo è...>>
<<Anche oggi a lavoro è andata alla grande! Ho aiutato innumerevoli persone a gestire le loro “necessità”...
Ah, io adoro davvero il mio lavoro. E’ così pieno di soddisfazioni e di gratificazioni, che non vorrei mai fare null’altro al mondo. E’ un lavoro che dà l’opportunità di conoscere fantastiche persone di ogni regione d’Italia; di imparare a interpretare accenti e dialetti (nonché mugugni e sospiri); di imparare fantastici trucchi di psicologia applicata e anche di utilizzare tantissimi meravigliosi programmi informatici (anche 10 o 20 in contemporanea e che funzionano sempre, ma proprio sempre, alla perfezione!)...>>
<<I TEMPI PERÒ, CHE CI SONO CHIAMATE IN CODA!!!>>
<<Ecco, se proprio vogliamo trovare un qualcosa di negativo, potremmo dire che gestire tutto quanto in meno di 5 minuti (o giù di lì), talvolta non è proprio semplice. Ma, in fondo, penso sia comprensibile chiedere semplicemente di: accogliere il cliente come se fosse un Re, farlo parlare (abbastanza ma non troppo), ricapitolare le sue “necessità”, diventargli amico e confidente (ma non troppo), trovare e attuare una soluzione efficace e definitiva smanettando sui programmi informatici sempre veloci ed efficienti di cui sopra nel minor tempo possibile, ricapitolare nuovamente la procedura al cliente chiamandolo sempre per cognome per farlo sentire importante, proporgli almeno un altro contratto, l’assistenza per qualcosa (qualsiasi cosa), la domiciliazione bancaria, la fatturazione via mail e la registrazione al sito, e poi ricapitolare ancora (insomma, il cliente non deve richiamare...di solito almeno per le successive 72 ore!) e, infine, salutarlo, chiedendo (o supplicando) umilmente e amichevolmente un 9 all’intervista sulla qualità che potrebbe ricevere. Si, in effetti, non è nulla di così assurdo alla fine.>>
<<VELOCI CON I TEMPI!!!!!>>
<<Benvenuto in Vodafone, sono Selene, in cosa posso esserle utile?>>
<<Benvenuto in Intesa Sanpaolo, sono Selene, in cosa posso esserle utile?>>
<<Benvenuto in Eni, sono Selene, in cosa posso esserle utile?>>
<<Benvenuto in Iren, sono Selene, in cosa posso esserle utile?>>
.........
<<Si, senza alcun dubbio e’ uno dei lavori più belli del mondo.
Ma poi, vogliamo parlare delle belle parole che ti lasciano i clienti ogni giorno?
"Voi siete solo dei ladri", "Io non ce l’ho con lei... ma dovete andare a fanculo!", "Io vi denuncio!", mischiati a vari ed eventuali “Lei non sa chi sono io!” e “Ho registrato tutto, ora vedremo chi ha ragione.”
Ma i clienti sono fatti così, bisogna anche capirli. Noi siamo messi lì apposta per loro, per le loro “necessità”, per fornire un supporto tecnico, logistico, commerciale... psicologico! E’ il nostro lavoro. Anche la vecchina di 90 anni che chiama per dare la lettura del gas lo sa e ci mette subito a nostro agio con un “Pronto, può prendere la mia lettura?” (con voce da oltretomba). E noi sappiamo che la nostra missione e’ anche quella di inserire quella lettura, con professionalità e zelo. Anche quando dall’altro capo del telefono sentiremo l’adorabile vecchina cadere nel tentativo di ricontrollare la suddetta lettura e sussurrare “Mi aiuti, non riesco più ad alzarmi”, impassibili, proporremo svariati “Oh issa!” di incoraggiamento e attenderemo imperterriti la lettura che ci spetta, ricapitolando nel mentre (perché ricapitolare è sempre importante!)
E in un’intera giornata gestiremo tutto questo e anche di più. Gente a cui hanno “rubato il contatore”; gente che non sa nemmeno quale sia il suo contatore, che gestore abbia e, talvolta, nemmeno quale sia il suo nome (alcuni clienti risultano in stato confusionale quando chiamano, forse a causa della vocina che ci precede che, in effetti, può destabilizzare l’equilibrio di una mente non preparata)... e poi gente solamente bisognosa di parlare con qualcuno; gente che cerca consigli su “denaro, amore, fortuna”... gente fantasiosa anche... per esempio, chi lavora al recupero crediti sentirà le storie più incredibili su ricoveri in ospedale d’urgenza, incendi improvvisi, catastrofi naturali senza paragoni e molto altro; chi lavora in un servizio tecnico proverà l’emozione di risolvere problemi tecnici a persone che non sanno as-so-lu-ta-men-te di cosa stanno parlando; e chi lavora in un servizio clienti come me, beccherà tutto ciò che vi ho raccontato finora, con storie al limite del possibile, problematiche... ehm, volevo dire “necessità”... davvero “particolari”, e tutta l’umanità e la gentilezza che il “cliente medio” e’ in grado di regalare. Insomma, come potrei non amare questo lavoro?!
Un’unica cosa mi turba... quando mi capita di dire a qualcuno che “lavoro in un call center” e ricevere come unica risposta: “Ah, sei una di quelle che chiama per rompere i coglioni.”>>
***NdA: Il monologo vuole ovviamente essere ironico, senza voler mancare di rispetto al lavoro che faccio da più di 10 anni, insieme a tanti altri colleghi/e. Un lavoro "essenziale".
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